ClubHouse, il nuovo social… vocale!

Clubhouse
Andrea Cisternino 48 Views

Cos’è e come farne parte  

È arrivato in Rete nel 2020 e, da allora non si parla d’altro. Nella corsa digitale all’ovest, ClubHouse, quale nuova frontiera, potrebbe rappresentare una miniera di diamanti, così come un filone povero, ma lo scopriremo solo nel prossimo futuro. Per ora ecco cosa sappiamo. Nato per mano di due ex ingegneri di Google, Paul Davison e Rohan Seth, è un social audio su app senza immagini, video, testi scritti, post o altro e, al momento, è riservato a pochi eletti, visto che è ancora in fase beta e l’accesso è elitario. Bisogna, infatti, avere un dispositivo con sistema Ios (Iphone, Ipad) e ricevere un invito da chi ne fa già parte per potersi iscrivere. Ogni iscritto riceve due inviti, all’atto della propria adesione, e più tempo trascorre sul social, più inviti ottiene da poter dispensare alla sua community o agli amici del bar. Numerosissimi, e in costante crescita, gli utenti di ClubHouse. Tra questi spicca il magnate Elon Musk. Il patron di Space X e Tesla è approdato al social ad inizio febbraio 2021, invitando i suoi follower di Twitter a raggiungerlo per discutere, per ben due ore, dei progetti per colonizzare Marte. Un “piccolo” gesto che ha innalzato ClubHouse sulla vetta degli déi-social. 

Scaricare l’app di Clubhouse

Si può scaricare l’app anche se sprovvisti di invito. La piattaforma consente una sorta di pre-iscrizione che comunica ai contatti della propria rubrica, in modo che siano al corrente delle intenzioni di accesso al social. Se uno di tali contatti, già iscritto a Clubhouse, magnanimamente invia un invito, allora è sufficiente cliccare sul link che si riceve e seguire le istruzioni. Il gioco è fatto. 

Come funziona ClubHouse? Chi entra nelle sue “stanze”? 

Tutto è basato sulla voce – e qui, trovano ampio sfogo gli utenti di whatsapp dediti ad inviare lunghissimi messaggi vocali – ma anche sul public speaking, sulla capacità di argomentazione, sulla buona dialettica, sul tono di voce e, persino sul tempo disponibile. In breve, ClubHouse invita le persone a connettersi, ovunque si trovino, per chiacchierare insieme, raccontare storie, idee, confrontarsi su tematiche varie. In che modo? Una volta iscritti, si può “aprire” una “stanza” oppure entrare in una già esistente. Le stanze nelle quali si entra sono tematiche, ovvero si precisa quale argomento si affronti e ci si ritrova per dialogare e ascoltare. Si parla, in diretta, per alzata di mano e, giunto il proprio turno, si va… on air, sul “palco” della stanza. Niente mordi e fuggi in stile Facebook, qui va compreso il discorso e ascoltati gli utenti per potersi inserire correttamente nella conversazione. A fine evento, ogni stanza si chiude e scompare con i suoi contenuti.Un po’ social, un po’ podcast (sebbene questo sia registrato e Clubhouse sia live), un po’ “privé”.Alcuni lo definiscono l’evoluzione della radio, ma il pubblico radiofonico si limita ad ascoltare senza intervenire, soprattutto senza intervenire con le medesime possibilità dei moderatori-conduttori.La selezione ad inviti non è solo una tecnica di marketing, ma serve anche a valutare, da parte della proprietà, la gestione della sicurezza, della moderazione, dei filtri e della privacy degli iscritti essendo Clubhouse neonato e in sperimentazione. Nell’era dei video, delle chat di gruppo, delle tastiere come mezzo comunicativo, in che modo si comporterà ClubHouse lo vedremo quando la piattaforma sarà fruibile a tutti.  

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